martedì 30 aprile 2013

author's biography
Vittorio Vandelli was born in Modena, Italy, in 1956. He teaches English Language and Literature in a Liceo Linguistico (Grammar School of Languages). In the early 80s he graduated in Anglo-American literature at the University of Bologna with a thesis on Raymond Chandler. In 1989 he was among the finalists of the national literary prize ‘City of Modena’ with his noir novel Scrivere o Uccidere. Since the 90s Vandelli has carried out various cultural activities: he translated Strabewrry Fields (Giunti, 95), and The Complete Beatles Chronicles (Giunti, 96); he held courses on American literature and cinema for schools and institutions; for the same organizations he also gave lectures/concerts on American folk music. In 2000 he published two satirical novels on the world of education: Il professor Bingo e Il professor Bingo e il nuovo che avanza. In 2003 the noir novel Runaway-fuga a Venezia was published. In 2006 the collection of short-stories Questa scuola non è una azienda – i racconti del professor Bingo was printed by the publisher Pendragon. In 2008 he was the editor of the collection of short-stories Il Dodecalogo - racconti e contributi di insegnanti-narratori sul mondo della scuola, published by Gilda degli Insegnanti, which includes his short-story Il professor Bingo e le Idi di Marzo. In 2010 a collection of articles, published in magazines and internet sites, was published with the title of Le Pillole del prof. Bingo 2000-2010 - dieci anni vissuti pericolosamente all’interno della scuola italiana. In the same period he established the band Blue Raincoats which performed two shows, Song from a Room, a tribute to Leonard Cohen, and Bob Dylan Suite. In May 2013 his latest noir novel Dark City was published. In April 2014 he performed a live tribute to American folk protest music, titled The Sound of the Greenwich Village, to celebrate the 50th anniversaries of M. L. King’s speech I Have a Dream and of Bob Dylan’s Blowin’ in the Wind. In October 2014 he published Berlusconi’s new Ventennio – a Portrait of Italy and its Godfather, his first book in English, an essay which tries to explain the erosion of democracy that has been going on in Italy to foreign readers. 

lunedì 29 aprile 2013


SELEZIONE DI COMMENTI DEI LETTORI





L’intreccio è interessante, in molti passaggi avvincente, e presenta un protagonista, originale mix di Bond, Marlowe e Indiana Jones, sempre in fuga, impegnato in avventure di diverso spessore, che lo portano a inoltrarsi tanto nel mondo della celluloide che in quello molto più colto dell’arte. 
La parte del romanzo più riflessiva e saggistica, relativa alla realtà, risulta molto più coinvolgente anche se il ritmo è inevitabilmente più  lento. Gli infiniti riferimenti e richiami alla letteratura di genere (noir e poliziesco, ma non soltanto), al cinema e soprattutto all’arte, alla cultura e alla poesia romantica, così come le analisi religiose, politiche, filosofiche e tutto il mondo che sottende al romanzo, il privato del protagonista, la musica, parte fondamentale e vitale del racconto, sono terreno particolarmente adatto a un lettore colto e coinvolto, interessato e consapevole,attento ai continui spunti di riflessione offerti tanto dalla storia in sé che dall’uso di un registro narrativo mai banale. Una volta entrati nell’atmosfera del romanzo diventa difficile smettere di leggere.

Margherita Montipò (docente di letteratura italiana )


(…) The plot is interesting, gripping in many passages, and it has a protagonist, a mix of Bond, Marlowe and Indiana Jones, who is always on the run, engaged in adventures of different prominence that takes him both into the world of cinema and into the much more cultured world of Art. The more reflexive and essayistic parts of the novel, which refers to today’s reality, are more involving, even if the rhythm is inevitably slower. The endless references and links to noir, hard-boiled and other literary genres, to films and, above all, to Art, culture and romantic poetry, are fertile ground for a cultured and involved reader, interested and conscious, who pays attention to the continuous reflective cues offered both by the story itself and by the use of a never banal narrative register. The same reader will appreciate the religious, political, philosophical analyses and all the world that is behind the novel, like the private life of the protagonist, like  music, which is a fundamental vital part of the narrative. Once the reader enters the atmosphere of the novel to stop reading becomes difficult(…)  



Dick, Orwell, Huxley sono tutti presenti in questo godibilissimo romanzo. I richiami ai classici del romanzo distopico di fantascienza sono continui, specialmente nella prima parte della storia: nei "megastati" alla 1984 ci si trova immersi in atmosfere da pecore elettriche finche' il soma non ci trascina nel Mondo Nuovo  e poi di nuovo al cospetto del Grande Fratello con la neo-lingua.
Queste citazioni sono addirittura forse troppo frequenti nella prima parte, che sembra un vero e proprio collage di classici benche' riadattato in maniera ottimale al nostro presente. Chiaramente un lettore meno avvezzo al genere non avvertirà questo "eccesso", quindi si puo' dire che questo difetto sia puramente soggettivo e di conseguenza di scarso peso.
Comica la "globalizzazione all'emiliana", incarnata da Mustafa ma soprattutto da Biccio, che nonostante il futuro ultraglobalizzato non riescono a sbarazzarsi della provincialita' contadina di queste terre, incapaci di adattarsi completamente ai tempi che avanzano, in quel ripetersi della storia proprio dei nostri nonni alle prese col digitale terrestre e una neo-lingua italiana gia' contaminata da decine di termini anglofoni.
Avvincente la storia, classica la conclusione (non si puo' sconfiggere il sistema globalizzato dove in realta' sono tutti d'accordo, o almeno non nell'immediato), ma come affermato alla presentazione ai Giardini Ducali non e' il finale ad essere importante, ma il viaggio che porta Dick alla scoperta di questo mondo nuovo e del suo sottomondo. Dark City mantiene esattamente la struttura dei classici del genere, dove la storia non e' altro che un coinvolgente pretesto per mostrare uno spaccato della societa' che potrebbe essere in un futuro non poi cosi' lontano. E che, essendo purtroppo l'uomo sempre lo stesso, non e' mai troppo diversa da un romanzo all'altro, anche a quasi un secolo di distanza.
                                                                                         Marcello Ventilati (fantasy writer)


Ho letto molto volentieri il suo romanzo di fantascienza, "Dark City". Lei è il nuovo Aldous Huxley. In particolare mi è piaciuto il capitolo 37 in cui si descrive la società materialistica e consumistica di Euroamerica. Attendo con impazienza un altro suo libro.
 Alessia Pinelli




                                                                                                                          da www.ciao.it




I'm in the thick of it, and I like it. I want to read on even if the learned language makes it hard for a foreign reader. I'm waiting for the English version...

Jacqueline Callagher ( teacher of English)